Quando, dopo anni di sane perplessità, ho avventatamente dato un seguito all'insano proposito di scrivere un libro, un romanzo giallo di cui avevo in mente la gran parte dell'intreccio, ho dovuto deciderne l'ambientazione. Quasi subito, nonostante io sia napoletano, ho scartato l'idea di ambientarlo a Napoli, un po' perché la città, con le sue complessità e con l'incombente presenza della camorra, avrebbe finito col rubare la scena ai caratteri ed alle storie dei personaggi, che erano il mio interesse principale, un po' forse perché, all'esordio, non mi sono sentito in grado di affrontarla.

Pratello (Rivisondoli) sotto la neve e di notte

Il sito di Roccaraso (Castel di Seta)

A quel punto la scelta è caduta quasi inevitabilmente su un'altra realtà geografica che conosco bene, quella di un gruppo di paesi e una vallata, l'Alta Valle del Sangro, dell'appennino abruzzese. E' così che il napoletanissimo commissario Prisco si è ritrovato a lavorare tra Rocca di S. Severo (Castel di Sangro) e Castel di Seta (Roccaraso), e a vivere a Pratello (Rivisondoli), a pochi passi da Montecalvario (Pescocostanzo). Spero che i piccoli giochi di parole che sono alla base della scelta dei primi due nomi mi siano perdonati; quanto agli altri due, sono i nomi delle montagne più vicine ai rispettivi paesi.
Pur con lo spazio dato alla fantasia, nelle descrizioni di paesaggi  e ambienti c'è molto delle località reali; e se sono riuscito anche a trasfondere nelle mie storie un po' dell'atmosfera rilassata e a volte magica che questi posti mantengono nonostante una massiccia (e immagino graditissima) presenza turistica, non posso che ritenermene soddisfatto.